Molti miti e leggende sono presenti in Sailor Moon, a partire dal nome della protagonista,
Usagi Tsukino: tsuki no usagi, infatti, significa coniglio della luna. Il suo nome prende spunto da una famosa leggenda giapponese che racconta che, un giorno, un viandante smarrito nel bosco incontrò un coniglio, una scimmia e una volpe. L'uomo, stremato dalla fatica, chiese ai tre animali di procurargli un po' di cibo: la scimmia gli portò dei frutti succosi che era riuscita a raccogliere dagli alberi. La volpe catturò con l'astuzia un uccello. Il coniglio, non riuscendo a trovare nulla, tornò a mani vuote, e decise di gettarsi nel fuoco e di regalare se stesso all'anziano pellegrino. Questi, in realtà, era una potente divinità, che decise di porre i resti del generoso coniglio sulla Luna, a ricordo perenne di questo gesto altruistico. Ancora oggi i bambini giapponesi vedono (con molta fantasia!) un coniglio nelle macchie sulla luna.
Ha origini mitologiche anche il
principe Endymion: nella mitologia greca, Endimione era un giovane mortale bellissimo, che Selene trova profondamente addormentato in una grotta e di cui si innamora perdutamente. La dea, ogni volta che il ragazzo si addormentava, si recava nella grotta ad osservarlo, senza mai svegliarlo. Zeus, incuriosito dalla vicenda, propose ad Endimione di scegliere tra una vita mortale e il sonno eterno: il giovane scelse il secondo, per poter fruire per sempre dell'amore della dea.
I nomi di Sailor Pluto (
Setsuna Meiou=imperatore oscuro), Sailor Uranus (
Haruka Tenou=imperatore del cielo) e Sailor Neptune (
Michiru Kaiou=imperatore del mare), si riferiscono all'imperatore giapponese, così come i loro talismani (spada, specchio e sfera) che erano gli oggetti sacri attribuiti proprio all'imperatore.
Le
Star Lights attingono un po' alla tradizione indiana: Sailor Star Fighter (combattente), Sailor Star Maker (costruttrice) e Sailor Star Healer (curatrice) hanno affinità con Shiva (distruttore), Brahma (creatore) e Visnu (preservatore) e le vesti ed i capelli di Kakyu ricordano fatture indiane.
(Fine prima parte)
La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, essere amati a dispetto di quello che si è.